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Dati di scatto: Canon EOS 7D, Sigma 8-16mm f/4.5-5.6 DC HSM, 1/250 f/11, iso 100, mano libera. Chott El-Jèrid, Tunisia.
La vastità, il silenzio e l'immobilità del deserto sono una cosa incredibile. In alcuni posti lungo la strada per Ksar Ghilane, ci siamo fermati solo per "ascoltare" quel silenzio... è una sensazione strana, come quando si ascolta musica a tutto volume per ore, e poi questa all'improvviso finisce... così è nel deserto: quando non c'è vento, sembra quasi di essere sordi, come se tutto il mondo fosse diventato un film senza audio. In altri posti, come nel Chott El-Jèrid (che vedete in questa foto), il forte suono del vento prende il posto del silenzio, ma il paesaggio sembra un altro pianeta: un'infinita area piana coperta di sale. L'orizzonte in lontananza è un linea retta e il cielo è blu, senza nuvole.
Solitamente, preferisco fotografare all'alba o al tramonto, ma in un posto come questo, anche la luce dura del primo pomeriggio va benissimo... anzi, può anche essere migliore della classica luce del tramonto, perchè in questo caso la durezza della luce riflette la durezza del paesaggio. La scelta dell'obiettivo è immediata: Sigma 8-16. E' l'obiettivo più estremo che avevo a disposizione (in questo viaggio ho sostituito la 1DsIII + 12-24 con 7D + 8-16 e sono stato felice di questa scelta) ed era perfetto per un paesaggio del genere. La composizione della foto segue la semplice regola dei terzi, ma ho incluso molto più spazio vuoto di quanto faccio di solito ...perchè questo è ciò che vedete nel deserto: un immenso, infinito spazio "vuoto" tutt'attorno a voi, e volevo catturare questa sensazione nella foto. L'inclusione della figura umana - il mio compagno di viaggio Lorenzo - è stata essenziale per questa immagine: spesso, nei paesaggi una persona aiuta a dare un senso di scala. Ovviamente, ho scattato la foto a 8mm ed ero abbastanza lontano da Lorenzo, perchè volevo che apparisse piccolo nella foto, per sottolineare ancora la vastità del deserto.
Per quanto riguarda l'attrezzatura fotografica, come dicevo ho apprezzato molto il Sigma 8-16... è più nitido del mio 12-24, e su APS-C dà un angolo di campo molto simile. E' un ottimo obiettivo per paesaggi creativi; il suo angolo di campo estremo spesso crea una forte distorsione prospettica: può piacere o meno, dipende dai gusti personali... a me piace moltissimo e in questo viaggio ho scattato la maggior parte delle mio foto col Sigma 8-16, e molte meno col Canon 24-105. La qualità d'immagine della 7D, a iso bassi, è quasi indistinguibile dalla mia precedente 1DsIII, quindi non ho rimpianto questa scelta. Nei miei prossimi viaggi, penso di usare sempre la 7D, tranne nelle situazioni di luce scarsa, dove la 1DsIII ha un vantaggio di circa 1 stop.
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