[024] Fotografare in acquario

Il "dietro le quinte" delle mie migliori foto: tecniche, attrezzatura, elaborazione.

Messaggioil gio ago 20, 2009 11:15 am

Pubblicato il 27 Febbraio 2007

Immagine

Dati di scatto: Canon EOS 20D, Canon EF 24-105mm f/4 L IS USM, 1/125 f/4, iso 800, mano libera. In cattività (acquario di Fenice).

Sono sempre stato affascinato dal mondo sommerso. I pesci sono tra le creature più incredibili - ci sono così tante varietà di forme e colori! Fino ad ora, non ho avuto l'opportunità di sperimentare la fotografia subacquea, ma il mio fascino per il mondo acquatico, e in particolare i pesci, è sempre grande. Ogni volta che vedo un acquario rimango attratto - e potete immaginare quanto mi ha colpito l'ampio, curato e ben tenuto acquario della mia amica Fenice :-)

L'acquario di Fenice (120lt) ospita varie specie d'acqua dolce, come il coloratissimo Trichogaster leeri (Pearl Gourami), nativo del sud-est asiatico. Catturare la sua bellezza con la vostra reflex richiede un pò di esperienza, non è facile scattare una foto perfertta, sia tecnicamente che esteticamente. Il problema più significativo è la luce: non amo l'utilizzo del flash, perchè crea molti riflessi sulle superfici di vetro, e tende a creare ombre poco piacevoli. Ovviamente con due o tre flash ben posizionati sarebbe possibile creare una buona illuminazione senza riflessi, ma ho un solo 580 EX e ho preferito semplificare il più possibile le riprese. L'acquario di Fenice ha due neon da 18 watt attivi dalle 16 a mezzanotte, più altri due neon da 20 watt che sono attivi solo dalle 18 alle 22. Queste luci sono sufficenti per avere tempi di scatto tra 1/40 e 1/125 a ISO 800 e f/4. Il rumore a ISO 800 non è un problema, se la foto è ben esposta; un pò di riduzione rumore e buone tecniche di elaborazione permettono di eliminare il disturbo. Per avere buone probabilità di avere una foto nitida, vi serve un tempo di scatto di almeno 1/100: la foto più nitida che sono riuscito a ottenere è scattata proprio a 1/125. Se siete fortunati potete ottenere qualche buono scatto anche a 1/50 o 1/60, ma questa è un'eccezione, non la regola.

L'obiettivo ideale è un medio tele stabilizzato con buone capacità macro. La mia scelta è stata il 24-105 L IS USM: a 105mm, dà un rapporto macro di 1:4, che è abbastanza buono, in particolare su reflex APS-C come la Canon EOS 20D. Il Micro-Nikkor 105mm f/2.8 AFS VR sarebbe stato perfetto - ma per ora Canon non ha alcun obiettivo del genere. In ogni caso, anche il 24-105 è stato sufficiente, tranne che per le specie più piccole. Ho fotografato a f/4 per ottenere il tempo di scatto più rapido possibile, e per sfocare al massimo sia lo sfondo che la superfice del vetro. A questi rapporti macro, la profondità di campo è veramente una lama: per avere l'intero soggetto a fuoco, deve essere perfettamente parallelo al sensore. Inoltre, dovete mantenere la fotocamera il più possibile parallela al vetro: se l'obiettivo è angolato, la qualità d'immagine perde molto. Se il dorso della reflex è parallelo alle pareti dell'acquario, invece, la qualità d'immagine è sorprendentemente buona; se fotografate i pesci che stanno almeno a 5/6 centimetri dal vetro, non vedrete alcuna traccia della superfice di vetro nelle foto (a f/4, 105mm).

Immagine
Canon EOS 20D, Canon EF 24-105mm f/4 L IS USM, 1/50 f/4, iso 800, mano libera. In cattività (acquario di Fenice).

Certamente non è possibile utilizzare il treppiede - ho scattato queste foto a mano libera, seguendo il modivmento del soggetto durante l'esposizione. Con tempi di scatto così lenti, non è facile ottenere foto veramente nitide - ho scattato oltre un centinaio di foto per avere qualche immagine nitida. L'esposimetro valutativo ha funzionato bene in questa situazione, e AI Servo AF con area centrale ha permesso di focheggiare rapidamente sul soggetto.

Il varipinto Trichogaster leeri (Gurami Mosaico), mostrato nella prima foto, è stato sicuramente uno dei miei soggetti preferiti, ma Fenice ha anche molte altre specie interessanti: una di queste è un pescetto color verde/giallo con la testa rossa, che poi abbiamo identificato come Hemigrammus bleherii. Sono rimasto abbastanza colpito quanto la mia amica mi ha detto il nome di questo pesce...è una delle molte specie scoperte da Heiko Bleher, uno dei miei miti! Heiko è uno degli ultimi veri esploratori della nostra epoca. Ha viaggiato tutt'attorno al mondo centinaia di volte, e ha esplorato alcune delle aree più sconosciute e selvagge. Ha fondato la rivista "Aqua Geographia, Life Above and Below Water", che è stata una delle più affascinanti riviste dedicate alla natura, ai pesci e all'esplorazione (purtroppo, ormai è scomparsa, anche potete ancora visitare il sito http://www.aquageo.com ).
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Messaggioil lun ott 12, 2009 10:37 pm

cmq il primo si chiama Trichogaster leeri. le seconde sono Petitella georgiae. dettagli, ma sapere come si chiama e come poter chiamare qualcosa fa la differenza.
bisognerebbe far anche passare il messaggio che detenere in casa o cattività animali esotici e tropicali, è dannoso alle specie, agli ambienti orginari e ai nostri. che spesso sono prelevati illegalmente in natura. spesso sfruttando le popolazioni locali e depredando-distruggendo il oro territorio che potrebbe essere la loro unica fonte di benessere.
che questi soggetti vivono una vita di costrizioni in vasche grandi quanto bidet o poco più.
pessimo esempio per le nuove generazioni.
Peppino
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Messaggioil lun ott 12, 2009 10:45 pm

Ma quale pessimo esempio :-)

Anche se non ho acquari, li ho sempre guardati con ammirazione e fascino...penso che siano una cosa che può aiutare la gente ad avvicinarsi al mondo subacqueo :) Per quanto riguarda le condizioni di vita dei poveri pesci, non penso siano peggiori di quelle di un cane o un gatto.
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Messaggioil lun ott 12, 2009 10:55 pm

ho avuto un'uscita un po' infelice per quel che riguarda le id. però non si può modificare il proprio post.
cmq le seconde mi sembrano petitelle per la forma e la colorazione della pinna adiposa e le forma della caudale. peccato siano chiuse le ventrali e non di vedano bene le pettorali.
il messaggio rimane che seguiva le id, rimane però valido.
Peppino
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Messaggioil mar ott 13, 2009 12:04 pm

sono creature selvatiche, prelevate in ambiente selvatico, spesso illegalmente. non sono animali da compagnia, addomesticati e selezionati millenni fa dall'uomo. non esisterebbero altrimenti in natura. sono cose un tantino diverse. si fanno dei danni enormi in quelle zone, in quei paesi e a quelle popolazioni.
tra un'ara giacinto prelevato in foresta e una gallina, c'è una differenza. possibile che queste cose banali e risapute non entrino nella testa di chi perlomeno si avvicina e ha a che fare con tematiche di questo tipo? quindi avere un posacenere ricavato dalla zampa di un gorilla o una statuetta d'avorio in casa avvicinerebbero la gente agli ambienti africani??
Peppino
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Messaggioil mar ott 13, 2009 12:17 pm

la maggior parte dei pesci che si acquistano in negozi seri NON sono prelevati in natura...sono pesci d'allevamento :)

ovvio se parli di importazione clandestina è un altro discorso e concordo con te, ma questo non è il caso dell'acquario di Fenice :)
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Messaggioil mar ott 13, 2009 1:43 pm

vero anche questo juza. però non è detto e soprattutto non è indicato dai venditori. la maggior parte dei pesci di acqua marina sono prelevati in natura in paesi per la maggior parte dei casi 'terzomondisti', quindi sfruttati come per altre materie prime e altre loro 'ricchezze'. fatto sta che tenere segregati dei pesci, coralli, anemoni, etc in acquarietti domestici di per sè non è un gran segno di civiltà, a mio parere. molti di quelli di acqua dolce a partire dai ciclidi africani, etc sono presi in natura. la maggior parte allevati in loco.
questo è un allevamento di livello 'alto':
Immagine
le stime dicono che il 50% dei sopravvisuti muore nel trasporto, un buon 15/20% nei negozi, un'altrettanta percentuale nelle vasche dei privati per differenze di valori dell'acqua dei riceventi, nonostante magari l'acclimatazione che viene eseguita dagli stessi. ci sono dei laghi africani come il vittoria, il tanganika, il malawi, etc che hanno perso a causa degli acquariofili paleartici fino al 70/80% delle popolazioni e specie (questo è dovuto anche a introduzioni di pesci quali il persico - cosa che potenzialmente potrebbe capitare anche da noi come è accaduto per uno dei parchi d'acqua dolce più importanti del centro america).
la questione è, non starebbero meglio a casa loro nel loro ambiente e liberi?
penso che su questo si possa essere d'accordo.
poi le altre considerazioni che seguono sono più di carattere soggettivo e tutte 'legittime'.
Peppino
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Messaggioil mar ott 13, 2009 1:55 pm

Penso che il problema non sia tanto l'acquario in sè - dove tutto sommato penso che il pesce viva bene, se l'acquario non è minuscolo (cibo assicurato, niente predatori) - ma appunto il controllo della provenienza...se tutti i pesci fossero d'allevamento e quindi non si intereferisse con l'ambiente naturale, vedo l'acquario come una cosa positiva - almeno per me, è sempre una cosa affascinante..

Se invece vengono presi in natura son daccordissimo che è un male...ma in questo caso è questione di buon senso...penso ci siano sia acquariofili e venditori che si comportano in modo sensato e onesto, e altri che son disposti a tutto...ma questo vale in qualsiasi ambito, non è solo una questione di acquari.
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Messaggioil mar ott 13, 2009 2:06 pm

sì, d'accordo anch'io. il fatto che non ci sia una legge che tuteli il venduto e gli acquirenti però è un male.
però cibo assicurato e assenza di predatori non è un plus è assenza di vita. :D come far crescere un figlio (perlomeno na avresti la patria potestà) in camera iperbarica. :D
cmq ripeto d'accordo con te. :wink:
Peppino
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Messaggioil mer nov 11, 2009 2:23 pm

Scusate se mi intrometto in questa discussione, ma da acquariofilo ed appasionato di pesci sono a dir poco perplesso dalle dichiarazioni di Peppino.
Non entro nel merito della questione se sia giusto o meno tenere pesci in un acquario che, se tenuto bene secondo parametri precisi, con spazi vitali consoni etc. non porteranno ad una vita così malvagia per un pesce che se no starebbe in una vasca di un negozio grande la max 40x30x40 con altri 50 pesciolini simili... ma quello che non posso comprendere è il discorso che per un pesce è un male e per un animale domestico no! Ci sono persone che tengono uno schnauzer gigante in un appartamentino in città e gente che tiene un solo Symphysodon discus in 300 litri d'acqua. Chi sta meglio?
Penso che se uno crede che gli animali stianno meglio in natura non deve fare distinzioni. Meglio un pesce che sta in un grande acquario che 200 polli in un camion...

Invece cocordo con Peppino circa il giusto nome dei pesci e penso che con lui, visto che dimostra una cultura non indifferente circa il mondo marino e d'acqua dolce, si possa discutere di certi argomenti!

Per tornare invece al tema Forum che penso sia la fotografia direi che le foto di Juza sono state fatte molto bene. E' da un po' di tempo che tento di fotografare i miei pesci ma non riesco ad ottenere gli stessi risultati. Proverò a seguire il suo metodo!

Un saluto ad entrambi!
Nikon D80, NIkon AF-S DX VR 18-200mm, Sigma AF 105mm f/2.8 EX macro DG, Nikon SB-600, MB-D80
albertoc
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Messaggioil mer nov 18, 2009 7:44 pm

ciao albertoc

la questione è che la gente si stufa, compra pesci di solito per accontentare bambini (decisamente educatico, direi :D ) o perchè di moda in quel momento o perchè ha visto un acquario in casa di un amico, in pizzeria o su di una rivista di architettura. dopodichè gli acquari, che necessitano manutenzione, non vengono curati così come i loro ospiti pesci, crostecei, molluschi e tutto quanto è possibile acquistare in un negozietto. così o soffrono o muoiono o vengono gettati nel water o magari liberati nelle nostre acque. ognuna di queste azioni penso possa far capire quale potenzialmente sia il problema.
poi c'è la questione dell'acquisto di animali (pesci, cani, gatti o pappagallini che siano), cioè pagare qualcuno che vende animali esotici, tropicali o nostrani. certo che stanno meglio in una vasca da 300 litri che in una piccola e affollata in negozio (l'altra questione è capire cosa passino prima di arrvarci in negozio, i fortunati :( ). però certo è che starebbero meglio a casa loro, nel loro ambiente e soprattutto certo è che finchè li si compra, il negoziante, quella vasca lì la riempirà sempre, del resto è lì per quello. non penso l'idea di redenzione e salvataggio di tutte i pesci in vasca nei negozi sia più proficua del non acquistarli e lasciarli stare a casa loro. :shock:
l'esempio del cane è altra cosa e, concedimi, c'entra poco.
il cane non è un selvatico, è razza domestica selezionata dall'uomo migliaia di anni fa. in natura non esiste. se mi metto un lupo abruzzese in casa allora sono d'accordo con te, ma allora sarebbe come piazzarsi in casa qualsiasi animale selvatico, no? quindi i pesci di cui prima.
bada che il mio discorso non è tanto riferito a orifiamma, oranda o carpe koi e varianti sul tema, ma a ben altro. invertebrati, rettili, crostacei, pesci marini e d'acqua dolce, piante e pesci rari in natura (chissà perchè) e così via.
si parla di animali e piante che vengono definiti 'ornamentali', non so se il concetto che sto cercando di esprimere è ben esposto. spero di sì.
ciao
Peppino
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Messaggioil lun mar 29, 2010 9:15 am

Secondo me il discorso dei selvatici è un pò "buttato li..."...
I veri danni sono stati fatti a partire da 50/40 anni fa circa ad una decina di anni fa e questo a causa della difficoltà nel riprodurre alcune specie in cattività, con il sentito bisogno di prelevare animali in natura.
Oggi sono stati fatti passi da giganti e la maggior parte delle specie vengono riprodotte in cattività, soprattutto da allevamenti asiatici, tedeschi e dei paesi dell'Est, vedi Rep. Ceca (anche se spesso certe importazioni lasciano a desiderare in quanto a qualità). Certo è che molte specie vengono ancora prelevate in natura, soprattutto per soddosfare l'amante del genere wild che ben si guarda dall'introdurre nella propria vasca esemplari ibridi.
Per quanto riguarda i wild comunque non pensiamo che in natura se la passino molto bene, basti pensare a tutto quello a cui sono soggetti. Se le cose vengono fatte con criterio e buon senso, ad un wild si può dare una vita anche migliore di quella che avrebbe in natura, dove la sopravvivenza a lungo termine è cosa difficile. E spesso il prelievo di determinati pesci dai loro corsi d'acqua per uso acquariofilo ha portato dopo decine di anni alla loro reintroduzione in natura dopo che se ne erano perse le tracce. Diciamo quindi che non tutti i mali vengano per nuocere...
Comunque una regolamentazione c'è già (vedi CITES..). E non pensiamo che le persone del Terzo Mondo che lavorano nelle Farm del Sud America e dell'Africa siano così stupide da mettere a repentaglio gli habitat delle loro terre, non pensiamo che peschino senza criterio...ti posso assicurare che anche se ignoranti a livello d'istruzione viste le difficoltà economiche, hanno un gran amore per la propria natura che gli portano a fare il loro lavoro con un occhio di riguardo. Anche perchè questo è un "gioco" che li fa vivere, li fa mangiare e più dura e meglio vivono anche le generazioni future. Certo è che ci sono sempre le eccezioni, come chi pescava (o pesca ancora...) i pesci col cianuro...
E comunque per chi è contrario alla pesca di esemplari wild, basta che non li compri e che diffidi dai negozianti che li propongono nelle loro vasche. Se tutti facessimo così di sicuro ci sarebbero molti pesci più nei corsi d'acqua tropicali, e di sicuro i molti "locali" che della pesca acquariofila ci vivono sarebbero ancora più poveri e disperati..

Chiedo scusa per essermi dilungato..

Per quanto riguarda le foto ad acquari e pesci posso suggerire di spegnere tutte le luci ambienti per evitare fastidiosi riflessi sui vetri e per avere un maggior contrasto dei colori dei pesci.
Altro consiglio è osservare il comportamento dei propri pesci, aspettare il momento giusto. Infatti spesso e volentieri i pesci si fermano nel nuoto e quello è sicuramente il momento ideale per fotografarli.

Andrea.
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Messaggioil sab apr 03, 2010 6:18 pm

Juza ottime foto! Io ho un acquario 100 lt con un oranda e qualche esemplare di pesce rosso a coda lunga in colorazione shubunkin, e ho sempre trovato molto difficile fotografarli, più che per il riflesso, effettivamente per i tempi di scatto non soddisfacenti e per la profondità di campo difficilmente gestibile! In generale per fare qualche foto decente ci ho messo davvero un pezzo (con sigma 105 2,8 macro).

Sono d'accordo sul fatto che vada posta attenzione alle specie che si comprano. Quelle prelevate indiscriminatamente in natura, allevate pessimamente (con altissime percentuali di morti!) o addirittura colorate artificialmente! (sic) Andrebbero lasciate al negozio! Io ho anche qualche perplessità sui pesci portati a morfologie limite dalla selezione! Adoro il mio oranda veiltail ma devo riconoscere che allevare un pesce che ha una forma del corpo tozza sacrificata e che rischia continuamente di andare in occlusione intestinale (oltre al muoversi goffamente porello) fa capire che c'è qualcosa che non va... Tant'è che dopo il primo mi sono limitato a varietà di pesce rosso più pulite e "naturali", senza fronzoli code multiple o escrescenze varie!
Roberto G
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Messaggioil mer apr 07, 2010 11:11 pm

Penso di poter dire che il caro peppino faccia un po' di tutta l'erba un fascio.
ammetto che di base potrei condividere il suo pensiero, ma sarebbe un po' troppo facile e sopratutto ipocrita nel mondo di oggi, spero tu non abbia mai mangiato tonno o pesce in generale , nella pesca del tonno ci finiscono moltissimi delfini e la pesca per uso alimentazione fa' molti piu' danni dell'acquariofilia.
detta questa piccola provocazione che spero prenderete con le molle, vorrei precisare che in alcune zone dove si pescano i pesci tropicali marini ( il lato piu' criticabile dell'acquariofilia.. per il dolce e' ben diverso...) se fatta con criterio come ad esempio proprone il mac ( http://www.aquariumcouncil.org/ ) ha indubbiamente degli esiti positivi e di tutela per le zone di origine dove prima i pescatori locali depauperavano l'ambiente per pescare i pesci per l'alimentazione umana ( tutti vegetariani i critici degli acquari ?? ) che hanno un valore per kg ben inferiore di quelli dell'acquariofia, queste stazioni di pesca certificare mac invece insegnano alle popolazioni locali ad avere cura del loro ambiente e a pescare con le reti i pesci per acquari ( e non con le bombe quelli per l'alimentazione ) questo perche' un pesce vivo ha ben piu' valore di un pesce morto. e cosi' imparano a tutelarli.
in fin dei conti credo si tratta solo di fare la differenza tra chi fa' un lavoro in modo professionale e chi si inventa qualcosa solo per vendere, i negozi seri ci sono, la minoranze e' vero ma ci sono. in questi non trovi squaletti in acquario, specie rare, specie ingestibili in acquari e non ti vendono un pesce se non hai l'acquario idoneo per poterlo gestire.
se poi purtroppo si e' abituati a vedese solo i lunapark le fiere e la maggior parte dei vivai che vendono animali come esempio del settore ... bhe' allora pienamente daccordo con peppino, abolirei il tutto.

ma
vorrei imparare a disegnare con la luce....
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Messaggioil mer apr 07, 2010 11:24 pm

ma di base l'acquariofilia sarebbe un'ottima passione, un bellissimo hobby che avrebbe molto da insegnare sul rispetto della natura sul prendersi cura delle sue esigenze,
ti insegna a rispettare i ritmi naturali a non infrangere le regole della natura.
quindi acettabilissime le critiche alla maggior parte degli acquariofili e agli operatori del settore...
ma non all'idea di base, non a quei molti ( anche se forse non ne conosci molti ) appassionati che ci pensano un mese prima di mettere un pesce nell'acquario, che ci pensano alle dimensioni che raggiunge e se puo' vivere nel suo acquario, a tutti coloro che tengono piu' piante e esseri riproducibili in acquario che non a pesci che non si riproducono.
questa' e' la vera acquariofilia, documentarsi conoscere le specie e in base a queste decidere se comprarle ( e quindi alimentare un certo mercato o avantaggiarne uno piu' serio ) o se scegliere specie piu' facilmente adattabili alla vita in " cattivita' ".
un''altra puntualizzazione.. i regolamenti ci sono , a parte la lista cites ci sono anche altre normative che tutelano il settore, certo poi tutto come sempre dipende dai consumatori finali che decidono se comprare da persone serie e oneste o se voler solo soddisfare la loro esigenza di "tropicale" o solo fare il regalino domenicale per il figlio di 2 anni !!
un esempio... la seconda foto ritrae probabilmente un Hemigrammus rhodostomus, molto simile alle petitelle georgie
la prima specie e' riprodotta e arriva solo da allevamenti ( republica ceca per la maggior parte dei casi ) la seconda e' selvatica e viene presa quindi in natura. un negoziante coscienzioso ti espone la differenza e probabilmente ti vende solo la prima.
un piccolo esempio per mostrare che ogni cosa ( come nella vita in genere ) puo' essere fatta seriamente con dei valori etici o no. non per questo condannerei chi e' un Vero appassionato di acquari, cio' che manca e' la vera informazione sugli acquari, questo si.
scusate la mia lunga risposta, spero di essermi espresso nel migliore dei modi...
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